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CHI SONO

Marito. Padre. Lavoratore.
Dirigere è servire!

Ho 43 anni sono sposato e ho 5 figli: Giovanni, Therese, Maddalena, Gabriele e Giorgio Maria con la sindrome di down.

Tutta la mia vita è stata incentrata su due aspetti: la comunicazione e l’associazionismo.

Dal 2008 sono giornalista. Mi sono occupato di raccontare temi legati alla cooperazione internazionale (in particolare nell’Africa subsahariana) alla famiglia e alla leadership etica.

Dal 2003 collaboro con il quotidiano Avvenire e da settembre curo ogni giovedì in prima pagina una rubrica sul quotidiano Leggo, nella quale porto avanti i temi legati al rapporto genitori/figli.

Ho scritto alcuni libri sul tema della leadership, ma il mio ultimo libro “Ci vediamo a casa” è incentrato sul tema dell’educazione attraverso uno storyteling esperienziale.


A livello associativo, fin da giovanissimo, (pur non avendolo mai cercato: avevo altri sogni), mi sono ritrovato a ricoprire ruoli di responsabilità, prima come Presidente delle Acli di Roma, poi come Presidente nazionale del Forum delle Famiglie, realtà che coordina oltre 500 associazioni. Faccio parte di alcune consulte istituzionali ministeriali: l'Osservatorio sulla famiglia e il Consiglio Nazionale del Terzo Settore.

Alla luce di questo impegno associativo dal 2011 al 2013 sono stato chiamato, come tecnico, a ricoprire il ruolo di Assessore alla famiglia, alla scuola e ai giovani del Comune di Roma realizzando alcuni progetti innovativi.


Il 4 ottobre del 2014 ho lanciato #iostoconipasseggini riempiendo piazza del Campidoglio di passeggini vuoti e vincendo una importante battaglia contro il Comune per l’aumento delle tariffe degli asili nido.


Dopo queste esperienze “complicate” ho elaborato un percorso di formazione sulla leadership etica e sull'humanistic management perché sono convinto che il vero problema, del mondo di oggi, nasca dal fatto che nelle aziende e nelle Istituzioni – anche internazionali - venga insegnato un modello di leadership dove gli altri sono un mezzo e non un fine. Dove l’unica cosa che conta realmente è il profitto e non la felicità.


Il mio curriculum vanta anche due bocciature (quarto e quinto ginnasio al Liceo Classico Socrate) e una laurea (in Storia a Roma Tre) presa a 41 anni, davanti a moglie e figli.

Insomma tanti fallimenti che mi hanno mostrato come la leadership abbia a che fare più con le cicatrici e le lacrime piuttosto che con i master…


 
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