• Gigi De Palo

3. Come mi è venuto in mente di occuparmi di leadership

Aggiornato il: 15 apr 2020

Come ho cercato di spiegare nelle precedenti “puntate”, mi sono ritrovato mio malgrado a ricoprire ruoli di grande responsabilità. In poche parole ho dovuto essere un leader senza averlo minimamente cercato. Come poteva cercare ruoli di “comando” chi si vergognava della sua stessa ombra? Come poteva desiderare la leadership chi sa di essere la persona più insicura della terra? Non a caso ho già raccontato del mio desiderio di lavorare dietro le quinte, senza avere troppa visibilità. Appunto, un desiderio mai realizzato.

Giovanissimo sono stato eletto presidente delle Acli di Roma, un’associazione che aveva circa 40 mila tesserati di sistema e che dava lavoro a una cinquantina di persone dislocate in 17 sedi. Senza alcuna formazione mi sono ritrovato a dover gestire stipendi, affitti, bilanci, trattative sindacali, tavoli politici… altro che dietro le quinte. Qualche anno dopo mi sono ritrovato Assessore alla scuola alla famiglia e ai giovani del Comune di Roma. Un tecnico che doveva trovare la sua strada tra le mille complicazioni della politica. E qui ho dovuto in pochissimo tempo studiare, creare una squadra, trovare un metodo di lavoro, fare interviste, gestire emergenze… un massacro!

E potrei continuare raccontandovi di altri incarichi di responsabilità che ho ricoperto o che sto ricoprendo. Ma il punto centrale non è il mio curriculum, anche perché ho voluto premettere che sono un “poveraccio” e che tutto questo è avvenuto mio malgrado, quanto il fatto che ho deciso di occuparmi di leadership perché ho dovuto elaborare un pensiero e delle strategie nelle situazioni che stavo vivendo.

Ho letto e continuerò a leggere libri sulla leadership perché ci sono sempre spunti molto interessanti, ma mi fa un po’ sorridere quando a darti consigli sono dei formatori che non hanno mai avuto ruoli di responsabilità. Persone che non hanno mai avuto il sedere su una polveriera. Che non sanno cosa voglia dire dover dare una risposta in poco tempo e trovare una mediazione tra i sindacati che portano avanti i loro interessi particolari, migliaia di genitori arrabbiati per un disservizio legato ai sindacati di cui sopra, i giornalisti che vogliono capire cosa stia succedendo, il sindaco furibondo perché l’opposizione lo attacca e il ministro che ti scarica la colpa addosso…

Qui comprendi la differenza tra teoria e pratica. Qui comprendi la differenza di chi è – suo malgrado – un leader e chi parla di come dovrebbe essere un leader.

Ecco, mi è venuto in mente di occuparmi di leadership per dare un senso a quello che ho vissuto (e in parte sto vivendo) e soprattutto perché tantissimi amici che hanno ruoli di responsabilità anche ad altissimo livello e che sono più esperti, maturi e adulti di me mi chiamano spesso per chiedermi qualche consiglio. Fiducia immeritata e di cui ancora oggi mi meraviglio.

Diciamo che ho preso questa decisione perché la ritengo una “disciplina” talmente seria che non può essere lasciata solamente nelle mani di imbonitori e motivatori da quattro soldi.




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