• Gigi De Palo

7. La leadership non è mai neutra

Ci eravamo lasciati con due domande che riguardano i corsi sulla leadership che vengono realizzati all’interno delle aziende:

1. È giusto o sbagliato insegnare a realizzare i propri obiettivi?

2. È giusto o sbagliato insistere con la realizzazione di sé stessi?

A tutte e due le domande la risposta non può che essere: dipende.

Lungi da me il dire che realizzare i nostri obiettivi è qualcosa di negativo, tuttavia non è affatto secondario interrogarsi sulla qualità degli obiettivi perché, di fatto, non sono mai neutri.

Provo a spiegarmi meglio con un paradosso.

Anche Hitler aveva un obiettivo e ha cercato di realizzarlo mettendo tutta la sua malata follia e la sua innegabile leadership al servizio del suo piano, ma nessuno si sognerebbe di dire che sia stato un buon leader. Anzi, chi lo pensasse, sarebbe, giustamente, perseguibile dalla legge.

Ma faccio un esempio che ci tocca più da vicino. Se il mio obiettivo fosse raggiungere tutti i target annuali aiutando così la mia azienda ad aumentare gli utili e ci riuscissi, sarei considerato un ottimo leader non è vero? Certamente. Ma se per realizzare questo obiettivo non avessi guardato in faccia nessuno e avessi fatto dei torti ai miei colleghi, sacrificando l’amicizia e l’onestà per arrivare al mio target, la penseremmo allo stesso modo? Non so voi, ma io no. E aggiungo: lo puoi fare il primo anno, ma l’anno successivo avresti deteriorato talmente i rapporti che gli altri te la farebbero pagare, utili o non utili.

Cosa voglio dire? Che un leader deve sempre domandarsi se il suo obiettivo coincide non solo con il bene dell’azienda, ma anche con il bene comune (dedicheremo un capitolo apposito a questo principio). Se quello che sta facendo avrà ricadute positive o negative nella sua società. Nel lavoro di squadra il fine non giustifica i mezzi.

Ecco perché vengono fatti tantissimi corsi sulla leadership, ma poi le cose nel mondo non migliorano. Perché uno degli errori più grandi dei leader è quello di non domandarsi se il loro obiettivo segue, quella che Stephen Covey chiamerebbe, la filosofia win-win, dove c’è un vantaggio per tutti, anche per la collettività.

La leadership etica, infatti, pur conoscendo le regole del mercato, prova a mettere sempre al centro di tutto la persona e il bene comune. Non per una questione morale, ma perché non si rassegna a realizzare obiettivi dove vincono tutti. Sicuramente è più faticoso, ma a che serve rimanere attaccati alle vecchie abitudini, al “si è sempre fatto così”, se il mondo va a rotoli? A che serve realizzare se stessi se poi perdi tutto il resto?


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