• Gigi De Palo

26. Age quod agis

Un caro amico, che oggi, purtroppo, non c’è più, quando andavo a chiedergli dei consigli, mi rispondeva sempre allo stesso modo. Nei momenti difficili, come quando sono stato eletto presidente delle Acli di Roma, o negli anni in cui sono stato assessore al Comune di Roma, la sua risposta era sempre la stessa.

Avreste dovuto vederlo: vecchio, con il suo dialetto argentino e con l’orgoglio indomito degli armeni. Negli ultimi anni si accompagnava con un bastone di legno, la faccia buffa e lo sguardo di chi ha visto tante cose e ascoltato tante storie. Più che un confidente, un maestro di vita, un padre. Mi ricordava molto il saggio Shifu del film di animazione Kung Fu Panda. Sempre disponibile, duro al punto giusto, mai banale, ripetitivo come sanno essere gli anziani esperti di vita.

“Giorgio – gli dicevo - sto vivendo questa difficoltà, tu che faresti?”

Oppure “Giorgio, mi sto comportando così in questa situazione, che mi dici?”

O ancora: “Giorgio mi trovo davanti ad una scelta difficile, tu che faresti?”


La sua risposta era sempre una non risposta. Diceva sempre la stessa frase, ed è difficile dimenticarsela. E quanto mi piacerebbe sentirla ancora dalla sua voce!

Era una frase latina che lui pronunciava con accento spagnolo: “Age quod agis”.

Niente di che, lo so che vi aspettavate chissà quale segreto, magari una formula magica e mi spiace avervi deluso. Lui diceva solo “Age quod agis”.


Ma che vuol dire? In soldoni significa fai bene ciò che stai facendo. Ho anche cercato di capire di chi fosse, ma è una delle tante frasi latine senza un autore. Alcuni la attribuiscono a Plauto. Io a Giorgio Yiguerimian.


Una frase che apre scenari immensi e che parla di leadership etica perché alla fine vuol dire: metti amore nelle cose che sei chiamato a fare ogni giorno. Metti il fuoco nella tua giornata. Fai un capolavoro di quello che stai vivendo. È un po’ l’evoluzione del “carpe diem” di Orazio perché l’attimo va accolto, non solo per viverlo pienamente, ma anche per amarlo e trasformarlo in bellezza.


Ancora oggi, nei miei corsi o, quando qualche dirigente di azienda o amministratore delegato mi chiede qualche consiglio sulla leadership, ripeto fino allo sfinimento che non esistono libretti delle istruzioni o ricette prestabilite. Ma che una buona base di partenza per tutti, nessuno escluso, può essere l’age quod agis.

Perché se non vuoi fare bene quello che stai facendo, allora è tutto inutile e puoi fare 100 mila corsi o leggerti 20 mila libri ma non cambierà niente, non sarai mai un buon leader.



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