• Gigi De Palo

22. Leadership fragile

Un leader che non è mai caduto è un leader astratto, che ti dice quello che devi fare senza che lui lo abbia mai fatto. Ed è pieno di formatori di questo tipo. Basta cercare sulla rete. Gente che promette facili successi e vittorie sicure. Basterebbe fare una ricerca su Amazon: “libri sulla leadership”. Il risultato è divertente. Non sto qui a suggerirvi titoli per non fare pubblicità ad autori che ho dovuto leggere, ma non consiglierei mai. È tutto un susseguirsi di parole e concetti astratti: regole e segreti del successo, se vuoi essere un vincente basta fare così, adesso puoi cambiare la tua vita, la ricchezza dipende da te, trucchi per essere felice… e così via. Una sorta di vedemecum per super man o wonder woman, per uomini e donne che non devono chiedere mai.

Eppure c’è un tema importante legato alla leadership che è quello della fragilità. Siamo tutti fragili. Abbiamo tutti le nostre debolezze. E se ripenso alle esperienze, anche quelle di “comando” che ho fatto nella mia vita, mi rendo conto di aver imparato più da i miei fallimenti che dalle mie vittorie. Più dalle mie cadute che dalle mie conquiste.

Qui posso solo fare qualche accenno fugace, ma ci sarebbe tanto ma proprio tanto da dire. Qualche anno fa ho tenuto un breve corso ad alcuni docenti proprio sulle sconfitte educative. Ci sarebbe da scriverne pagine e pagine e da parlarne per ore, ma questo non è il luogo adatto.

La nostra fragilità è alla base di una leadership in grado di durare nel tempo. Non c’è da vantarsi delle proprie cadute, ci mancherebbe, quelle fanno male. Per alcune ancora ci soffro a distanza di anni. Ma ho una consapevolezza chiara: senza quelle sconfitte non sarei quello che sono. Senza i miei fallimenti non avrei saputo ascoltare, guardare negli occhi e aiutare a rialzarsi molte delle persone con cui ho lavorato e che mi hanno seguito in questi anni. C’è una leadership della fragilità che andrebbe insegnata nelle università. Anzi, ancora prima: nelle scuole. Perché è necessario capire che la vita è cadere sette volte e rialzarsi otto. Un leader che non nasconde le sue fragilità è disarmante. Chi mostra anche le proprie ferite ti sta dicendo: non devi avere paura di me. Ti tranquillizza, ti dà fiducia, ti mette a tuo agio. Questo non vuol dire che non sa infondere sicurezza, semplicemente che questa sicurezza gli nasce dall’aver superato le burrasche. Se dovessi scegliere un pilota, a parità di ore di volo, faresti guidare il tuo aereo a chi non ha mai dovuto affrontare situazioni complicate o a chi ne ha vissute più di qualcuna trovando sempre il modo di atterrare? E quanto avremmo bisogno in questo tempo leader fragili, che sappiano mettere al primo posto non solamente il profitto o il proprio successo, ma l’accoglienza e il bene comune. Che sappiano costruire aziende che non lascino indietro nessuno, che valorizzino gli ultimi. La tua capacità di accogliere è direttamente proporzionale da quanto sei stato accolto. La tua forza è correlata ai tuoi fallimenti. Avrei da scrivere tantissime altre cose a riguardo. Ne avremo modo…






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